Giorni di festa



Siamo strani, mi pare, o forse siamo soltanto umani. Abbiamo bisogno, ogni tanto (beh, per l’esattezza: ogni anno) di celebrare date particolari, eventi della vita della nostra Nazione, o della nostra fede, che hanno una particolare importanza. Se da una parte tutto ciò è bello, dall’altra mi vien da pensare che se non ci fosse la festa si perderebbe anche la ragione della festa.
Faccio un esempio: abbiamo la festa della liberazione, grande festa! Ma negli altri giorni, cosa succede? Ci dimentichiamo della libertà? Del prezzo che è stato pagato per conquistarla? Di coloro che hanno dato la vita? Ci ricordiamo della libertà? Ci sentiamo liberi? A cosa serve una festa se non ci rendiamo conto che l’evento legato a quella festa ha cambiato profondamente la nostra vita?

Parlando delle feste religiose: abbiamo chiaro dentro di noi che dopo quel primo natale di cui facciamo memoria ogni 25 dicembre il mondo è cambiato? Che il Verbo di Dio si è fatto carne e da allora Egli è l’Emmanuele, il Dio – con – noi? Com’e’ possibile talvolta sentirsi soli, abbandonati (e succede, succede anche a me!)? E questo vale per ogni festa in cui facciamo memoria di un evento. Il fatto è avvenuto, ora a noi resta da renderlo reale ogni giorno.
La settimana scorsa, alla Scuola Gospel, abbiamo cominciato ad orecchiare (io ho cominciato, gli altri la conoscevano già) un brano bellissimo, semplice, gioioso -eh, se non era gioioso non se ne parlava nemmeno- “Every day is the day of Thanksgivin’ ” ,che dice, piu’ o meno:

Ogni giorno è un giorno del Ringraziamento.
Dio è stato tanto buono con me,
ogni giorno Egli mi dona la sua benedizione.
Prenditi il tempo, adesso, e da’ gloria al Signore.”

Ma tu guarda il caso, adesso, oggi, proprio oggi, è il “Thanksgivin’Day”. La festa ricorda il primo raccolto dei Pellegrini in terra d’America, che fu vissuto come “provvidenza di Dio”.
Ma, dico io, per coloro che credono in Dio, per coloro che pregano spesso, forse ogni giorno con le parole del Padre nostro “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, e che continuano a mangiare, giorno dopo giorno, ritenendosi debitori solo verso se’ stessi della ricchezza che si sono procacciati, ma un piccolo dubbio non viene?
E quante sono davvero le cose per le quali dovremmo prendere il tempo e ringraziare il Signore?
Per quanto mi riguarda vorrei oggi ringraziarlo per il dono degli amici, dono prezioso, bellissimo, che sento particolarmente in questi giorni un po’ speciali.

Eli, Coach, non vi fischiano un po’ gli orecchi?

***ho proprio voglia di far festa! ***

4 thoughts on “Giorni di festa”

  1. il posto lo avevo letto ieri sera, ma ero troppo cottaper mettere insieme due righe di senso compiuto.Prima di tutto: “o un c’era un’attra foto???”POi grazie del rammento (ramemtno, da rammentare, che in fiorentino sta per ricordare). A volte ci si dimentica proprio del piccolo particolare, perchè siamo in cerca del SEGNALE IMPORTANTE, la luce, l’esplosione o qualsiasi altra modalità.. ed invece, come sempre, è lì, prossimo… così prossimo che non lo vediamo, MAI.

  2. Mah, forse non è il massimo ma è anche questa una di quelle feste in cui, di solito, ci si limita a non lavorare.Per i lavoratori significa molto, o almeno dovrebbe, ed è lì solo a mo’ d’esempio, un esempio chiaro, con tanto di didascalia semovente.Ma, come tutte le feste, non tutti ci si riconoscono, non tutti la accettano. Nulla di strano, comunque.Quanto al rammentino (rammento, ri-ammento, riporto alla mente) se adesso dico che è dovuto dico unas cosa talmente ovvia ch emi scappa anche da ridere. Che comunque non è male.E non immagini nemmeno quanto ho voglia di far festa (inteso come lingua italiana, non come dialetto fiorentino). Mercoledì scorso la fila delle contralto davanti a me ha dovuto alla fine riconoscere che “ero un po’ allegro”

  3. Cara Eli, caro Brandy (fratellOne che più caro non si può), inutile dirvi che sono pienamente d’accordo. Siamo in una società di consumismo e benessere in cui tutto si dà per scontato, e ci dimentichiamo troppo spesso di quando siamo fortunati e di quante ragioni abbiamo per essere felici.Però, io personalmente, penso almento questo dalla vita di averlo imparato.E alla vita sono grata anche per avermi dato te ed Eli.Baci baci.

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