Conchiglia e bastone

(Questa immagine appartiene a Giulia Corti)

Tanto lo sapevamo, mia moglie ed io, che quest’anno ci toccava. Giulia, la nostra “piccola” (21 anni) ha deciso di andare a fare il cammino di Santiago, e non ci sarebbe stato modo di dissuaderla. Ma diciamola tutta, anche a me sarebbe piaciuto farlo, è “il cammino”, quello vero, e la conchiglia e il bastone del pellegrino…. per cui uno ci prova, per un po’, a dire, ma pensaci, ma è un’impresa grossa eccetera eccetera, ma poi, c’e’ poco da fare.
E dunque è partita, col suo amico Francesco, loro tranquilli e sereni, noi col cuore stretto stretto. Ma, devo dire, ci hanno fatti stare tranquilli. Hanno chiamato tutti i giorni, e ho sentito Giulia sempre contenta, sempre entusiasta, anche quando per le vesciche ai piedi è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso (e ho visto i piedi dopo un mese e mezzo, e non era davvero un bello spettacolo). Ma sono andati sempre avanti, e alla fine mi è arrivato un mms con la foto del santuario di Santiago…. è stata davvero una gioia, e sono stato felice e fiero. 800 km a piedi, 32 giorni, non sono mica uno scherzo! Comunque, dopo pochi giorni di relax a Santiago e una puntata a Finisterre, sono tornati.
Giulia non ci ha raccontato molto, ma la vedevamo felice, serena, soddisfatta, e questo ci bastava. Qualche piccola curiosità, l’emozione di arrivare a Santiago….
Era ottobre, se non sbaglio, verso la metà, e Giulia mi ha chiesto l’auto per la domenica, voleva andare insieme ad una amica al mio paese natale, Sillicagnana (a proposito, dato che mi dicono che di queste cose non ho mai parlato, o quasi, per vedere un po’ della storia della mia famiglia e l’avìto paesello, coloro che lo desiderano possono sbirciare qui) e qualcosa della Garfagnana.
Andata e tornata, come al solito senza commenti, senza raccontare nulla, se non le strade folli che il navigatore ha fatto loro percorrere….

Avevo messo anche io in programma di andare a Sillicagnana. Avevo proposto alla nostra Eli(e al Gandalf), e anche alla nostra amica Lucia di accompagnarmi ma impegni sopraggiunti loro all’ultimo minuto mi hanno costretto a fare il viaggio da solo.

Nel viaggio di ritorno son voluto tornare al parco dell’Orecchiella, per vederlo nella sua veste autunnale. Bellissimo, bellissimo.
Sono tornato a vedere il posto dove un giorno d’agosto del 1972 siamo stati con tutta la famiglia, mio padre, mia madre, mio fratello, la sua fidanzata, una coppia di amici di mio fratello e mio zio.
Mi ricordavo la Faggia della Vipera, e il prato davanti e il bosco alle spalle, con la piccola sorgente freschissima, e le risate, e il vino, e la polenta, io che suonavo la chitarra e i canti sgangherati, e la bandiera, fatta con un sacchetto di plastica e la scritta di succo di mirtillo “gruppo Firenze” ….
Il bosco, adesso, era un tappeto di foglie rosse, e gli alberi dritti, chiari, quasi stretti gli uni agli altri, e il grande prato sembrava poco piu’ che una radura.
Un po’ di nostalgia, per quello che è stato e sarà sempre un ricordo gioioso della mia famiglia, e un attimo di commozione.

Perchè noi ci sentiamo bravi, giusti, perchè non riusciamo a capire gli altri, i figli , soprattutto, che sentiamo superficiali, ma solo perchè non ci dicono tutto…
La mattina ero stato al cimitero, a trovare papà e mamma. Non c’era nessuno, la giornata era bellissima, qualche nuvola in giro per il cielo, qualche bruma in basso, nella valle.

Il cimitero del mio paese è davvero un luogo di pace. Mi sono avvicinato alle tombe dei miei e ho visto che qualcuno aveva messo una qualche medaglietta legata alla lampada votiva del babbo…. vabbe’ ognuno si accomoda e fa’ come gli pare, ma vedo che ce l’ha uguale anche mia madre, guardo meglio, ho sentito davvero un colpo al cuore. Non erano medagliette ma due piccole conchiglie , segno del cammino di Santiago, lasciate da Giulia, portate da Giulia. Ne sono sempre piu’ convinto: chi cammina non è mai solo.

6 thoughts on “Conchiglia e bastone”

  1. Il cammino di santiago è soprattutto un cammino per scoprire chi sei e cos’hai dentro. La strada è un pretesto, il mezzo fisico con il quale fare il viaggio, perché é IL VIAGGIO. Fortunata tua figlia a poterlo fare, è una delle cose che mi sono ripromessa di fare nella mia vita, se il Signore mi darà occasione e forza.Bello, bellissimo il tuo blog. Oltretutto siamo anche vicini, dato che io vivo nei pressi di Firenze!!!

  2. Benvenuta, Marta!(no, giusto per fartelo sapere, quando ho letto il tuo nome mi è venuto un coccolone!!!!! Perche’ la mia figlia maggiore (26 anni) si chiama Marta, e penso non capiteraà mai da queste parti. Penso. Ma potrei anche esser colto in fallo…)Ma dico, magari conosci i miei amici, i Potter (che ovviamente non si chiamano Potter) ma che veramente fanno i ceramisti?E grazie per i tuoi complimenti! Sei molto gentile. Appena ho un po’ di tempo ti vengo a trovare sul tuo blog. Stasera, uscita! Vado alla scuola di naufragio! (Oh, ma sempre quella sirena lì, eh!)

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