Riflessioni allo specchio

Esistono specchi che usiamo fuori casa. Per esempio, spesso le signore davanti alle vetrine dei negozi di moda scrutano la propria immagine, magari confrontandola coi manichini del negozio, con gli abiti firmati, con le scarpe impossibili, coi cappellini strani, con gli accessori, quasi sovrapponendo la propria immagine a certi specchietti per le allodole (no, via, non me ne vogliano le signore: le allodole sono splendide!!!) girandosi, rimirandosi, magari convincendo il proprio partner a far prendere un po’ d’aria alla carta di credito, dato che l’occasione “è di quelle da non perdere”…

oppure, (sempre le signore) a controllare l’acconciatura, ad aggiustare riccioli ribelli, chine supra al parabrezza di qualche auto parcheggiata… per non parlare dell’uso degli specchietti retrovisori per aggiustare il trucco, per darsi, perche’ no?, uno sguardo “nella pupilla degli occhi” a mo’ di incoraggiamento.
Intendiamoci, anche i maschietti passano davanti allo specchio, e si fermano, magari per controllare se le rughe d’espressione sono carine come quelle di qualche personaggio televisivo…
…. E poi ci sono altri specchi. Specchi immateriali, specchi invisibili, specchi diversi, strani, quegli specchi, insomma, che ci raccontano la nostra vita così, spassionatamente, semplicemente. Specchi che possiamo anche evitare di guardare, oppure no. Specchi comunque impietosi, o forse, semplicemente, specchi davanti ai quali non si puo’ cambiare espressione, decidere di mostrarsi corucciati o allegri. Specchi che ci colgono così, come uno scatto fotografico non preparato, uno di quelle foto che, se ti va di andare dal fotografo e pagare il dovuto, puo’ mostrare te stesso a te stesso, senza indulgenze, ma anche senza cattiveria. La verità non è cattiva.
Dunque, mi è stata offerta una di queste foto, una di quelle che vanno oltre la “facciata”, una di quelle sincere, senza fronzoli. Tieni, questo sei te. Eccoti qui.
“Bene, ti impegni nelle cose, vuoi mostrare i tuoi lati migliori, la parte piu’ luminosa di te, ma così come appari semplice, presto diventi complicato, e forse incomprensibile anche a te stesso. L’aiuto degli amici spesso è determinante per uscire da situazioni nelle quali ti ha cacciato la tua distrazione, la tua mancanza di concentrazione, e puoi ripartire con slancio, e andare avanti fino alla fine.”

Devo dire la verità, in questa foto mi sono riconosciuto proprio. Sono io, senza dubbio, e non c’e’ nulla da recriminare.
Cambiare? Eh, anche questo vuol dire prendersi sul serio… cosa che mi farebbe bene, una volta tanto…