Due parole


Sento spesso che mi manca qualcosa (insomma, qualcosa un bel tocco di qualcosa), e questo al di la dell’essere felice o no. Manca quel senso di completezza, di realizzazione, quel dimenticare i rimorsi e i rimpianti che si accumulano nella vita.
Il fatto è che lo so benissimo: io son questo, e non altro. Uno zibandone di pregi e di difetti, di paura e di coraggio, di vittoria e di sconfitta, di gioia e tristezza. Se ci mettiamo anche il rapporto con Dio la cosa si fa ancora più complicata, perchè ti senti sempre in debito, mai in pari, e il peccato a volte pesa addosso in maniera intollerabile. Allora le giornate si tingono di scuro; non di nero, che ha un suo fascino, ma di scuro, di chiuso, di triste, di inutile.
Allora poche cose hanno un senso, niente ha il sapore che conoscevi e se cammini, in qualunque direzione tu lo faccia, il vento ce l’hai sempre contro.

Eppure un modo ci dev’essere per uscirne, eppure anche per me deve esistere il sereno sopra le nuvole, il sole dietro le colline, il mare libero dopo la scogliera, il prato dopo la macchia fitta di rovi.

Eppure… lo so, perchè è già successo, che tutto può cambiare in un istante. Io che ero il rifiuto, lo scarto, mi sono sentito al centro della Sua attenzione. Al centro. E ogni cosa mi parlava di Lui, e mi incoraggiava, e mi sosteneva. Mi ricordava, ogni attimo, che io sono importante, che valgo la Sua vita. In una notte mi ha sconvolto completamente, dicevo allora “rovesciato come un calzino”.Nuovo di pacca. E’ in quei momenti che comprendi il senso di parole come “misericordia”, “pace”… e quante cose….
Ma poi la buona pianta si lascia lì ad ingiallire, l’attenzione diminuisce, lo sguardo si abbasssa, torna a guardare basso basso….
E sei punto e a capo. Tutto da rifare. Immondizia da portare via, vetri da pulire, mobili da spolverare…. tu, Tempio di Dio, orgoglioso di esserlo, sei di nuovo ridotto come una discarica. E tanto più pesa, in quanto conosci la differenza, e la senti come una distanza che va aumentando sempre più.
Allora, improvvise, casuali, arrivano due parole. Due parole che sai di poter dire, di poter osare. Te le hanno portate in dono giusto due sere fa, e un attimo prima erano il testo di una canzone, adesso sono la tua preghiera, il tuo struggimento, la tua speranza. Due parole, una preghiera:
“Touch me”: Toccami

touch me

touch me
touch me
touch me
Lord touch me

I know I’m not much
I feel so unworthy

I’ll never be much
Until the hand of god touches me

I’ve been praying
I’ve been praying that the Lord would touch me.

Molti hanno rivolto questa preghiera al Signore, e sono stati ascoltati.
“Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto…. se non altro per la vostra insistenza”

10 thoughts on “Due parole”

  1. Il percorso non è mai lo stesso, anche e soprattutto quando ti sei sentito così al centro, cosi al SUO centro. Lo so perché l’ho provato anche io. All’inizio sei stordito, ti senti così bene. Poi pian piano l’esaltazione finisce e ti ritrovi sempre il solito, lo scarto, il servo inutile. Ma qualcosa dentro di te è rimasto di quel momento magico. Ed è la spinta che ti porta avanti. Per te sono due parole, per me sono due occhi. Occhi che vedo ogni domenica, quegli occhi che mi donano il Dono Supremo. E’ l’Eucaristia che non mi viene donata soltanto con le mani, ma anche e soprattutto con gli occhi. Non potrò mai dimenticarli, per tutto il tempo della mia vita.

  2. Grazie del tuo commento, Marta.Hai ragione, ed è una cosa fondamentale nella mia vita, e credo nella vita di tutti. Ricordare che il bene è possibile, ricordare che la nostra vita viene talvolta attraversata da eventi del tutto speciali, inattesi, immeritati. Eventi che dobbiamo ricordare, pechè è vero, ci sono dati per sempre, come testimonianza a noi stessi, come conforto, come nutrimento costante. Non dimenticare mai l’amore di Dio per noi, per me, per te.

  3. ciao fabietto sono l’ary….accidenti questo blog è stupendo e la cosa bella è vedere come sei realmente dentro e quello che provi,come ti senti nei confronti del Signore….vederti al coro rende tutti noi felici perchè sei sempre col sorriso sulle labbra e porti a tutti noi felicità, anche se probabilmente dentro non sei sempre al 100%….ti ringrazio per questo perchè sei un bell’esempio da seguire…e complimenti per il commento di tuch me ha colpito molto anche me quella canzone infatti ho chiesto al cugino se si poteva fare anche noi alla scuola.🙂

  4. Carissima Ary, ti ringrazio della tua visita, e delle tue parole…Beh, come sono realmente dentro…. non è che sia una cosa così semplice, almeno per me non lo è. Il passare dei giorni ci mostra aspetti diversi di noi stessi, e penso che non riusciremo mai ad arrivare fino in fondo a questa ricerca. Io pesco un po’ qua e la’, quasi a casaccio, e sinceramente mi è più facile essere felice per la gente che incontro che per me stesso. Ma non mi abbatto troppo, o almeno ci provo.Alla scuola sono sempre felice. Come potrei essere diverso? Mi piace cantare. mi piace quello che canto, cerco (cerco e basta eh!) di imparare qualcosa (oh, povero coach!)ogni giorno che passa imparo a conoscere le persone, e sono sempre una bellissima sorpresa. Come potrei non essere allegro?E poi se sei allegro aiuti a migliorare l’ambiente nel quale vivi! Uffa, quante parole! Che tanto lunedì ci vediamo, eh!

  5. E grazie a Marcos, che mi è venuto a trovare dal Brasile, e peccato che io con le lingue proprio…solo un po’ di Toscano…E lo stesso, e sempre in ritardo, i ringraziamenti alla mia sorellona. Ma lei è di parte!

  6. Non è vero che sono di parte! E’ veramente stupendo quello che scrivi, ed è stupendo perché lo pensi e perché lo provi.Ho appena stampato questo post, per rileggerlo ancora una volte (e credo che siamo a tre o quattro… ), poi piegherò il foglio e lo metterò in borsa.Forse non lascerò commenti, a un argomento del genere non posso rispondere a “tozzi e bocconi”, e difficilmente ho più di dieci secondi consecutivi di tranquillità per potermi dedicare a qualcosa, ma porto le tue parole nel cuore.E in borsa.

  7. Mi è scappato il commento prima che potessi rileggerlo, mentre stavo inserendo il link…Meno male che almeno il nome l’avevo inserito!

  8. Cara sorella, e ovviamente cari tutti che leggete… cosa posso dire… non mi pare di meritare davvero (ma lo dico davvero!) tante vostre buone parole nei miei confronti.Proprio per le cose che scrivo, per quello che io sono, poco? niente? da quelle parti.Ma c’è poco da fare, questo sono, e pazienza.Anche se tutto questo, davvero, non mi toglie la felicità di tanti incontri, di tante persaone che conosco, di tanta amicizia che ricevo, e che provo a donare.Davvero, però, se trovate qualcosa di buono, non pensate che sia farina del mio sacco. Qualcun Altro fa le cose giuste che io non riesco a fare.Prendetele come un Suo dono, vi prego!

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