Come al solito, il “solito caso”.

Eh, la “nostra” scuola gospel (ovvero la PRATO GOSPEL SCHOOL) è un posto davvero strano. Uno ci va per cantare ma… no, no, che avete capito, si canta, si canta tantissimo… è che a volte cantare riserva delle sorprese (stavo per dire inattese. E senno’ che sorprese sono?) che arrivano così, tra capo e collo (e tutti sanno che la zona cervicale è molto delicata), con l’aspetto innocente di una canzone nuova, un blues davvero bello, che ci ha spremuto – e suppongo continuerà per un pezzo a spremerci – energie e fiato.

Per uno come me, che l’inglese è solo un lontano ricordo rimasto indietro di oltre 4 decenni, la musica passa per prima, e solo dopo un po’ anche il testo acquista il suo spessore….si torna a casa, si cerca – se esiste – una traduzione on line – ma si trova solo cose che fanno pena. Tanto vale perdere un po’ di tempo in una traduzione casereccia, e pazienza se alla fine rispetterà maggiormente il senso piuttosto che la lettera del testo….

Pass me not, O gentle Savior,

Pass me not, O gentle Savior,
Hear my humble cry;
While on others Thou art calling,
Do not pass me by.

Savior, Savior,
Hear my humble cry,
While on others Thou are calling,
Do not pass me by.

“Non andare oltre, mite salvatore,

ascolta il mio umile pianto (ma anche grido, preghiera)

mentre anche altri ti stanno invocando

non te ne andare da me.

Salvatore, mio salvatore,

ascolta anche la mia umile preghiera.

Anche se altri ti stanno chiamando

non te ne andare, adesso, da me.”

Davide gridava:

“Pietà di me, o Dio, nel tuo amore,

nel tuo affetto cancella il mio peccato”,

e la donna che soffriva di continue emorragie, nella folla che seguiva Gesù, nella calca, nelle grida, volle toccare il suo vestito, e fu guarita. E anche uno di coloro che condivisero  con Gesù il punto più alto su una spoglia collina, e chiese “Ricordati di me” fu ascoltato, ed ebbe la sua risposta.

Oggi, mercoledì delle ceneri, anche il mio grido si alza, perché ho bisogno di salvezza, di misericordia, e finalmente di pace. Pass me not, gentle savior!


3 thoughts on “Come al solito, il “solito caso”.”

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