Il Signore ascolta (missione compiuta)


Vorrei scrivere un post, uno di quelli seri, belli, uno di quelli che poi quando uno ha finito dice: “Oh, ecco qua, questo è il quanto.”, ma mi rendo conto che è impossibile. La Prato Gospel School ha debuttato, col suo nome delle feste, “Prato Gospel Choir” , la sera della domenica di pasqua. Senza paracadute, senza ombrello, senza impermeabile o cappello, ma con la bellissima maglietta della nostra scuola, col nostro nome accanto a quello del nostro coach, Leandro Morganti, scritti sulla bellissima locandina disegnata dalla nostra Arianna D’Agostino.

Ma dentro alle magliette c’eravamo noi, con la nostra voglia di fare bene, col desiderio di raccontare, davvero, al nostro pubblico (ma gia’ non sapevamo quanti sarebbero venuti a sentirci, se un pubblico lo avremmo avuto o no) quello che sentiamo dentro di noi mentre cantiamo, le nostre emozioni, la nostra gioia…. Ma devo dire che il pubblico ci ha grandemente ricompensato. Ci siamo sentiti davvero tra amici, abbiamo capito che non eravamo “noi di qua, loro di la’ ” ma tutti insieme partecipavamo alla stessa festa.

Ancora una volta, stavolta più che mai, il concerto è finito troppo presto. Pensavo alle difficoltà dei pezzi che avevamo in programma (ma com’è bello impegnarsi fino in fondo per fare ciò che ci siamo prefissati, magari rischiare, anche, ma che importa!) e ad un certo punto mi sono reso conto che non c’era più niente da temere, e il coach appariva quantomeno soddisfatto (cosa sarà successo, vedere il coach contento di come cantiamo… miracolo, c’e’ sempre qualcosa che non va bene…), l’ultimo pezzo, e via finito, già finito. La nostra piccola, grandissima mascotte, la Giada, ci ha meravigliati e commossi coi suoi interventi incredibili, con le sue motivazioni, con la sua dolcezza e delicatezza. Come sanno essere solo i bambini. E pian piano si capisce il senso di tante cose….
Tra i commenti degli amici, uno mi ha fatto tantissimo piacere: la mia amica Chiara ha detto che è stata uno spettacolo soprattutto spirituale, bello e coinvolgente… ma non mi aveva detto tutto.
Stamattina, chattando su facebook, l’ho ritrovata, la Chiara, e mi ha confermato quanto mi aveva detto a caldo. Ma mi ha fatto un’integrazione: durante il concerto una persona si è inginocchiata in un momento di profonda, intensa preghiera.
Sarebbe da aggiungere che prima di entrare per il nostro concerto abbiamo pregato un attimo insieme. Leandro, il coach, ha chiesto al Signore di usarci per comunicare agli altri la Sua presenza.
Il Signore ascolta.

4 thoughts on “Il Signore ascolta (missione compiuta)”

  1. Quando ho letto la prima parte del tuo post avevo già deciso che il mio commento sarebbe stato “Oh, ecco qua, questo è il quanto.”

    Ma andando avanti, sono stata rapita dalle tue parole, dal racconto che hai saputo trasmettere di quell’atmosfera, della persona che si è inginocchiata a pregare, del Signore che ha parlato attraverso di voi.

    Sarei voluta esserci, non mi è stato concesso. E’ inutile dire “C’ero col cuore”: non c’ero, e questo mi pesa.

    Però un pezzo di cuore me l’hai preso con le tue parole e questa magia, questa solidarietà, questa comunione, questa voglia di preghiera, alla fine hanno afferrato anche me.

    Domenica non c’ero: oggi sì.

  2. Carissimo… forse le parole di Diemme hanno già detto tutto… perchè anche io non c’ero e mai come dopo aver letto il tuo bel post avrei voluto esserci a… pregare con voi!

    Il Signore ascolta… avevo proprio bisogno di questa frase, stasera, me ne rendo conto solo ora.

    Grazie!

  3. Rileggendo, quanto cuore e quante voci in questo silenzio! Ti invidio, vi invidio, caro BranFabio, per la semplice grandezza che sprigionate dai vostri canti, tanta amicizia.
    Naturalmente la mia è invidia buona, invidia felice. Non so se mai mi inginocchierò: la preghiera non appartiene al mio essere, preferisco la meditazione che per me è come una preghiera. Grazie per avermi fatto meditare. Daniela Giledhel

  4. Ogni viaggiatore ha la propria bussola, e le bussole, seppure indicano sempre il nord, non intendono proprio lo stesso nord… e per percorsi diversi si può pervenire alla stessa Meta, e chi la chiama preghiera, chi la chiama… chissa’ come… ma il viaggio è sempre dentro al cuore, e il cuore uno solo lo conosce…

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