Il vento, l’erba, il bambino (Brandy, 1990)


Il vento soffiava intorno alla casa. La casa, però, era molto ben costruita. La porta e la finestra erano costruite ad arte, quindi non passava nemmeno il più piccolo spiffero attraverso di loro. Il bambino che abitava nella casa non sapeva che cosa fosse il vento. Già! Per paura del vento il bambino non usciva mai, ma proprio mai. Gli avevano detto, infatti, che il vento porta via i bambini, e lui lo temeva. Guardava fuori ma non c’era segno del vento. Attorno alla casa, infatti, non c’erano alberi frondosi, ma soltanto arbusti spinosi e scheletriti che non si muovevano mai sotto la brezza. Solo poche volte erano stati scossi da ventate più forti, ma il bambino non se n’era accorto. Piano passarono i giorni quando, improvviso, scoppiò un terribile incendio che bruciò gli arbusti intorno alla casa, e lasciò solo cenere e terra nuda. La casa rimase sempre più chiusa e il bambino alla finestra aveva sempre meno cose da vedere. Ed era silenzio. A primavera, però accadde un fatto straordinario : da quel terreno bruciato cominciarono a spuntare teneri germogli di un verde stupendo. Un giorno il bambino, sempre affacciato alla finestra, vide quel mare ondeggiare lievemente, come al tocco di una carezza leggerissima. Provò a chiedere ai fili d’erba, ma la finestra, come al solito, era chiusa, e non poteva parlare loro. Un giorno decise : “Apro la finestra !” Così, piano, aprì. La finestra, ben costruita, non fece il più piccolo rumore ma, anche con la finestra spalancata, non sentiva il vento. Sentiva, però la musica del vento che giocava coi fili d’erba, e gli parve dolce, ma non riconobbe il vento in quella musica. Gli venne un dubbio : forse fuori da quella casa non c’erano solo cose brutte, e l’erba pareva felice. In casa faceva caldo. Non l’aveva notato prima, ma il bambino era sempre sudato. Andò alla porta, pensando : “La socchiuderò un pochino, tanto per vedere com’è fuori da questo lato della casa…” Quando fu davanti alla porta chiusa tornarono le vecchie paure : se fosse tornato il vento… Ma ora non c’era il vento. Ne era sicuro. C’era la musica, e la musica era buona, e i fili d’erba danzavano al suo suono. La porta, già ! Il bambino ora voleva aprirla, ma non sapeva come fare. Non vedeva nessuna maniglia, nessuna chiave. Sfiorò la porta, quasi sperando… e la porta si aprì, e la porta si spalancò, ed entrò in casa qualcosa che gli mosse i capelli, e il bambino sorrise, riconoscendo il suono della musica e pensando ai suoi capelli come ai fili d’erba. Si voltò indietro, ma la sua solida casa era sparita. E se fosse venuto il Vento ? Chiese allora alla Musica chi fosse, e che cosa facesse, e la musica, chissà come, rispose : “IO NON SONO LA MUSICA, SONO IL VENTO !” Il bambino ebbe paura. Il Vento ! Si era accorto di qualcosa di diverso, infatti: Sentiva la musica però quel solleticare tra i capelli ora asciugava il suo sudore, si sentiva rinvigorito, rinfrancato, l’aria che respirava era certo più fresca e gradevole….forse…forse meritava conoscere meglio questo Vento, e cominciò a correre, andandogli incontro. La casa, ora, non lo interessava più, e poi l’aveva persa per sempre………..e passò ancora del tempo. I fili d’erba continuarono a crescere e a lasciarsi accarezzare dal Vento, e a danzare per Lui… e il bambino? Passò spesso accanto a loro, portato dal vento, quando cantando, quando ridendo come un matto, quando dicendo al Vento: GRAZIE CHE CI SEI! e ai fili d’erba: “se voi non aveste danzato per Lui non l’avrei conosciuto !” e poi “Avevano ragione a dirmi che il Vento porta via i bambini. Non mi avevano detto, però, quant’è bello farsi portare via dal Vento !”

10 thoughts on “Il vento, l’erba, il bambino (Brandy, 1990)”

  1. Ciao Ciaoche bello qualche volta farsi portare via dal vento…sperando che la brezza che senti sul viso possa portare via quella sensazione di tristezza che a volte ti prende….in questo periodo sono successe delle cose poche piacevoli e, sincermanete, mi hanno un po’ riempito di tristezza e di timore…mi sono sentita così impotente…per fortuna c’é il vento e anche il sole…oggi non lo vediamo…ma dietro le nuvole c’é…e ci puo’ riscaldare…Ora sto ascoltando la canzone che avete imparato lunedi’ (io purtroppo non sono potuta venire)…”oh happy day”…stasera la voglio cantare…sperando che sia veramente un giorno felice…Ciao e grazie delle tue parolePaola

  2. CIAO CIAOstasera voglio scriverti un pensiero anche io…non l’ho scritto io…ma l’ho letto e mi é piaciuto…ciao Paola“Dai allegria al mio cuoreE’ l’unica cosa che ti chiedo almeno oggi.Dai allegra al mio cuorecosi’ si accenderanno le luci di questo amore.Vedrai come si trasforma l’aria di questo luogoe vedrai che non avremo bisogno di altro.Dai allegria al mio cuoreperché il giorno già é stato difficilee se mi dai allegria sto meglioe vedrai che le ombre se ne andrannoe non avremo bisogno di nient’altro”

  3. Ehi, Paola! stai diventando un’ospite fisso! Mi fa davvero piacere!E grazie della poesia che hai lasciato qui sul blog. Trovo che sia un grande insegnamento “Dai allegria al mio cuore”… bisogna ricordarsi sempre di portare allegria agli altri, e non con storielle allegre, ma ritrovando motivi di gioia nelle nostre giornate, nelle persone che incontriamo, nelle cose che facciamo. Dobbiamo ricordarci sempre di donare gioia, anche quando siamo nella tristezza, nella ristrettezza, nel buio. Dobbiamo sempre accendere la luce della speranza, della fiducia, del coraggio.GRazie. GRazie della gioia che hai lasciato qui su questo blog!

  4. Buongiorno a tutti…grazie di niente…anche tu ci dai molto…senti volevo chiederti una cosa: visto che tu strimpelli, come dici tu, la chitarra…sei già impegnato sul piano delle mese domenicali o pasquali e natalizie??GraziePaola

  5. … Arrivi tardi di poco più che due mesi…mi ha già preso …. un tuo vicino. Mi spiace… Ma tute insieme le “offerte di lavoro”?🙂

  6. Ah, comunque, per te e per tutti, il mio indirizzo di posta, che potete usare tranquillamente, è:cortifabio(at)gmail(dot)comovviamente sostituire (at) con @ e (dot) con .

  7. ciao fabio…di corsa come sempre un saluto veloce… non so se ci sarò al prato gospel experience perché proprio il 25 aprile si festeggiano i 50 anni di matrimonio dei miei!un bacioneMat

  8. Comunque io ed Engel stiamo cercando di organizzarci… io non ci credo molto ma, come tu stesso ci insegni, mai mettere limiti alla divina provvidenza!

  9. Leggendo il titolo mi rammento di una canzone dei Nomadi… di cui non ricordo il titolo.. vado a cercarla e te lo passo…PS: bella la storia, davvero bella….. e grazie anche a Paola che ci ha fatto condividere la poesia…. ragazzzzzzzi, mi sto commmmmmmuovendo.

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