Danza delle spade


A chi dare la colpa? Davvero non lo so. Forse oggi alle canzoni di Fiorella Mannoia, così dense, a volte (in questo momento sta finendo “Normandia” …) forse l’essere solo in questo momento in casa, io , la scopa e lo spolverino swiffer, stracci, ammoniaca e spazzolone, o forse ….
Ma chi lo sa. Credo che non lo sappia nessuno.
Magari non ci facciamo caso ma, spesso, la risata ci risulta contagiosa, a volte non abbiamo bisogno nemmeno di sapere il perchè, e ridiamo dello stesso riso della persona che abbiamo vicino… salvo poi chiedere “Ma di cosa stavamo ridendo?”. Stare accanto fa questi scherzi, ed è nuovo motivo di allegria questo riso incomprensibile, come una medicina che ci viene elargita gratis, senza ricetta, senza ticket.

Ma anche la tristezza, mi rendo conto, funziona allo stesso modo, e capita che ti senti il magone che ti cresce dentro e non riesci a spiegarti il perchè, o forse non lo vuoi nemmeno sapere.
Ma un racconto, una poesia, una canzone, una foto, spesso hanno la forza di trascinarci in un mondo diverso, in un mondo di rimpianto, di rimorso, di lontananza, di nostalgia incolmabile. In un mondo di lacrime, di grida, di silenzio assordante. Ah, se fosse facile come quando si ride, e poi ci chiediamo perchè, e giù ancora risate… perchè penso che qui funzioni proprio allo stesso modo e puo’ succedere che alla domanda “perchè piangi?” invece che davanti ad una soluzione ci si possa trovare in un pianto ancor più accorato, come se l’evocare con le parole l’oggetto del dolore ce lo facesse sentire più forte.
Quanto dolore intorno a noi, quanto dolore in noi, e non sappiamo cosa fare, come uscirne.
Siamo permeabili alla spada acuminata che si agita intorno a noi, e a volte colpisce. Siamo permeabili, anche se il sangue non scorre fuori di noi è come se comunque smettesse di scorrere dentro di noi, come se fosse esaurito, slavato, inutile, sangue che porta sempre la solita anidrite carbonica, e l’ossigeno non lo sa trovare. Polmoni schiacciati da pesi incomprensibili, che non sanno più sollevarsi, espandersi, trovare nuova vita nell’aria attorno a noi; cuore che ha perso il giusto ritmo, e rallenta sempre più, fin quasi a fermarsi come se dovessimo sopravvivere in circolazione extracorporea ad un intervento a cuore aperto, o addirittura ad un trapianto.
E forse è questo che vorremmo, un trapianto, una vita nuova, pulita, fresca. Un cuore che sappia accelerare e rallentare, e andare tranquillo, polmoni di cui possiamo sentire il lento, normale muoversi dentro al nostro petto, liberi di riempirsi e di vuotarsi.
Così vorremmo un cappello impermeabile perchè possiamo finalmente non sentire più il dolore che ci circonda, che ci aggredisce, che ci sommerge. Un dolore verso il quale non siamo in grado di fare niente, di essere niente.

Pare che tra oggi e domani le dense lacrime del cielo dovrebbero esaurirsi.
Rivedremo il sereno e il cielo sarà come uno specchio sopra di noi, scintillante, di tutte le sfumature del blu, dalle più tenui alle più dense. Proverò ad allungare una mano e prenderne un po’, se ce la faccio.

4 thoughts on “Danza delle spade”

  1. Lo so come si chiama….ma non è che se sai che la pioggia si chiama pioggia poi ti bagni meno…. Anche se è vero che la terra e tuto ciò che vive ha bisogno della pioggia… A proposito, quest’anno non ci verranno mica a dire che le faglie sono esaurite, vero?Che manca l’energia elettrica perchè il Po’ non scorre?Spero che ci ricorderemo, quest’estate, quando accenderemo i nostri condizionatori, di questi giorni, di quando siamo tornati zuppi a casa, e il bucato non asciuga. Tutto sdi paga. Solo che no nce lo ricordiamo.però…anche io ti voglio bene.

  2. O maremmina, ecco, sono qui con il cuore in mano che cerco di rianimarlo…Sembra che tu legga dentro di me, perchè è così che mi sento…. prosciugata…. Però con quella certezza, assurda, stupida, idiota ma incrollabile, che domani ci sarà il sole…PS: scusa il GEOLOGISMO: sono la falde che si prosciugano, non le faglie…

  3. Cosa ti posso dire, Sorella Minore (in età), se non che il dottore c’aveva ragione e io sto diventando grullo?E’ ovvio che tu potresti sempre dirmi:“E che ti ci voleva il dottore?”Comunque si, bella figura! C’e’ chi le fa di pasta di sale, chi d’argilla, di creta, e chi di c cc . Chi compra due vocali uguali?

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