Una tazza di caffè


Alle cose ci si pensa meglio il giorno dopo.
Niente di meglio che una bella tazza di caffè, per schiarirsi la mente, per lasciare quella specie di terra di nessuno della coscienza quando ci stiamo svegliando, quando, come potremmo dire in gergo informatico, si comincia a ricollegare le varie periferiche: gambe, braccia, occhi, cervello… e cuore. In quel tempo in cui la nostra mano compie il semplice movimento di girare il cucchiaiono nella tazza, per sciogliere lo zucchero…ma quanto dura quel tempo, a volte! A me stamani è durato davvero molto. Per fortuna il tintinnare del cucchiaino contro il bordo della tazza mi ha risvegliato…
Bene, questo è il “day after”! Adesso mi fa uno strano effetto pensare a ieri sera come ad un evento passato… ma come passato? E’ durato un flash, un battito d’ala, il tempo di sentire davvero il cuore in gola….

Ecco, un sorso di caffè bollente, la gola è la stessa di ieri sera. Incredibile, ha resistito. Perchè dopo il tempo dell’attesa, delle chiacchiere oziose, del cercare di rendersi utili – che tanto non ci si riesce mai, e si è sempre d’intralcio – improvvisamente è tutto pronto, i collegamenti degli strumenti, del mixer, delle casse, i controlli dei volumi, dei toni, la gente che arriva e noi che scaldiamo la voce quasi frettolosamente, e poi sembra che ci sia una sospensione del tempo, ma no, sono solo rimasto indietro, io e L’Eliduin, a chiacchierare, e ci vengono a chiamare, dobbiamo prepararci, è quasi tempo di cantare.

Nella stanza dove ci troviamo, la sacrestia della chiesa che ci ospita, siamo abbastanza stretti, e ci riscaldiamo un po’ con lo stare vicini, ma c’e’ tensione, sopratutto tra noi della scuola, ed è lunga la preparazione della fila per entrare in modo ordinato davanti all’altare, dove canteremo. Sembra quasi la preparazione della mossa del palio di Siena. Ascoltiamo quello che succede di la’ con gli orecchi tesi… ecco, è il nostro momento.

Adesso… adesso…. passa tutto. In chiesa c’e abbastanza gente. Arriviamo battendo le mani a tempo, preparando il primo pezzo e lo sento, siamo felici, io sono felice. Arriviamo a posto, ci guardiamo brevemente, ci sorridiamo, il cuore si riscalda, siamo dove vogliamo essere, siamo quello che desideriamo essere, pronti a mettere tutto il nostro cuore, perchè questo vale davvero tutto il nostro cuore, adesso. La voce esce, quasi improvvisa… e il tempo passa,e non so dire null’altro di questo, della gioia di cantare, e sapere davvero che non è soltanto la nostra voce che canta. Siamo noi. Sono i Revolution Gospel Choir, che ci ospitano, sono gli strumentisti, bravissimi, che ci accompagnano, è il direttore della scuola gospel, la quale improvvisamente non si chiama più Prato Gospel School ma Prato Gospel Choir, perchè adesso abbiamo un pubblico, e qualcosa dovremo raccontargli…
Ma avvertiamo anche l’affetto e la partecipazione – sia emotiva che “fattiva” – della famiglia del nostro Direttore, il Coach.

Un sorso dopo l’altro il mio caffè si abbassa sempre di più.
Lasciamo la scena ai Revolution, andiamo a goderci il loro concerto, incontriamo alcuni amici dei Joyful, brevi saluti, ascoltiamo insieme, battiamo le mani, facciamo il tifo, cantiamo un po’ (insomma, cantiamo, canta la Eli, che le sa tutte….)…

Il mio caffè è finito. Come al solito un po’ di zucchero rimane sul fondo, e io lo raccolgo col cucchiaino, sono goloso.
Come? Ah, si. Insieme allo zucchero anche qualche puntino nero, un po’ di polvere di caffè passata dal filtro. Ma non può niente contro la dolcezza di questo momento.

Grazie, Coach! Grazie, grazie a tutti!

Chi puo’ dire se le nubi stanno arrivando, oppure se stanno andando via? corrono sulle ali del vento, si lasciano guardare, talvolta incutono timore, altre volte pace. Ma sempre il vento le porta con se’….
Ma il cielo, sopra le nuvole, è sempre azzurro e bellissimo, e vien voglia di perdercisi…

10 thoughts on “Una tazza di caffè”

  1. Giusto, il cielo è sempre blu.Ed è questo che voglio portare avanti nel cuore… il fatto che il cielo <>è<> blu. Ieri sera sono state dette parole e sono stati fatti gesti, sono stati iniziati percorsi e sono state provate emozioni… di tutti i tipi… tutto lo scibile umano e tutto l’incommensurabile sapere del vento, delle nubi, del cielo non potrà mai esprimere in modo eguale la serata… (si, insomma, a parte il TUO CAFFE’…)Che sarà? Quel che vuole il cielo… io, nel frattempo, CANTO!!!!

  2. Il caffè…neppure il caffè riesci a bere senza essere ossessionato da 'sta BENEDETTA musica😀 !!!! A parte gli scherzi !!! Ieri è stata una serata intensa e piena di emozione. Mi sono proprio commosso e al tempo stesso divertito; abbiamo gridato, sussurrato, abbiamo ascoltato in silenzio (perchè anche il silenzio è musica…ah la magia delle pause… che preannunciano ad un nuovo suono) e tutto questo in nome di Colui che ce lo permette.A parole non si può dire cosa attraversa il cuore e la mente ma credo ci sia una canzone che lo esprime a pieno…la comunione delle anime di tutti noi un sogno durato giusto il tempo di un caffè(che tra l'altra mi fa male a me il caffè ma proprio di brutto e lasciamo perdere i particolari🙂 )…ti lascio il link: la canzone è One Hand one Heart http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewProfile&friendID=52645852Un abbraccio dal Coach e grazie a tutti voi !!!

  3. CAra Eli, caro Coach, cari tutti che passate di qui. … cosa vi posso dire… ho finito le parole!Il 3 novembre mi sarebbe parso impossibile, e oggi è già successo. Ma non solo. Io ho avuto piccole grandi battaglie da combattere, come ben sanno sia la Eli che il Coach, che le hanno combattute con me (e forse -forse? – in altri momenti avrei detto che le hanno combattute contro di me) e non sono ancora sconfitto. E poi pensavo di trovare una scuola, ma ho trovato degli amici, e la loro dolcezza mi riempie davvero il cuore.Ok, Coach:Now it begins, now we startOne hand, one heart; Ok?

  4. E’ bellissimo leggere il resoconto del concerto, ma soprattutto i vostri commenti a caldo. Scalda il cuore e soprattutto fa venire voglia di cantare!!!! Complimenti!

  5. Ciao Brandy, ciao Couchanche io c’ero…il famoso 8 Dicembre…é stato bello e liberatorio…fa bene pregare cantando…anche se si fa quel che si puo’. Io sono sicuro che qualcuno ha guidato la mia voce,,,perché non credevo di farcela…le gambve tremavano. Ma mi sono veramente divertita!!! Spero di poter ripetere presto, e anche se non siamo il non plus ultra…non importa…Lui accetterà le nostre parole e la nostra volontà che vengono da dentro!!Ciao a presto Paola

  6. Ciao Paola, e benvenuta in questa casetta sempre in costruzione.Mai come adesso vorrei avere la testa di un ventenne. Non la mia, che ha sempre funzionato male, e a giorni alterni. Paola…. scoprirò chi! Io devo, confessare, con tutta la modestia che mi si agita dentro, che non credo che siamo andati male, anzi. Per quanto riguarda il guidare la voce… son sicuro che sia successo davvero, ma per forza, che vuoi, si parlava di Lui, si parlava con Lui….. Vuoi che Lui non parlasse con noi? Che non ci sostenesse? abbiamo cantato Never alone…I don’t have to worry’cause I’m never alone….O è vero o non è vero. Io sono sicuro. E’ vero.Torna a trovarmi quando vuoi! Mi hai fatto tantissimo piacere!

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