Applausi


… E intanto la scuola gospel va avanti….E’ vero che mi fa un certo effetto, quando verso le 20,30 del lunedì mi domandano, vedendomi uscire: “Dove vai?” e io che rispondo “a scuola”…
Meglio tardi che mai, disse quello! Ma tu guarda se uno si deve trovare a quasi 56 anni a fare queste cose! E’ proprio vero il detto “chi non ha giocato da piccolo, gioca da grande”.
Comunque sia, sono contento di questa scelta che ho fatto, e grazie ancora a chi mi ha buttato giù dallo scoglio…o mi ci ha buttato contro, a seconda dei punti di vista.

Adesso siamo tutti emozionati per il nostro primo piccolo concerto. Saremo ospiti di un evento organizzato dal coro “senior”, faremo qualcosa insieme a loro, e così potremo rompere il ghiaccio davanti al pubblico senza troppi patemi d’animo, col nostro bel paracadute indossato e stretto. Il Coach, quello arcigno, ci vuole bene, e ce ne accorgiamo.
Ce ne accorgiamo quando ci corregge infinite volte (per quanto mi riguarda io vengo corretto almeno il doppio di infinite volte, sono uno zucchettone! E non mi venite a dire che il doppio di infinito non esiste). Quante cose da sistemare! L’intonazione, il tempo l’impostazione della voce, la pronuncia (io mi esprimo solitamente in tuscanenglish), e aggiungo io, il cuore e la faccia, che si devono sempre ricordare cosa stanno cantando.
E allora le nostre prove sembrano uno spezzatino nel mare in tempesta….onde su, onde giù, interruzioni, correzioni, ripeti, ripeti, tanto che a volte ti domandi se stiamo tutti parlando la stessa lingua, oppure no….

Per aiutarmi un po’, io che sono di coccio, ascolto spesso le registrazioni delle lezioni e qualcosa imparo anche in questo modo, e posso arrivare alla lezione successiva un po’ più preparato. Ma c’è un piccolo brano, tra quelli che ho nelle mie registrazioni….
Una sera un paio di lunedì orsono, alla fine di un pezzo, durante il quale il Coach non ci ha mai interrotti, è partito, tra noi, un applauso spontaneo, un applauso a noi stessi, che ci siamo riconosciuti in quello che avevamo appena cantato, che abbiamo riscaldato il nostro cuore con tutta la passione e l’amore messi nelle nostre voci, con l’impegno, la fatica, le correzioni che ci sono state fatte….. Una gioia. Volevo dire piccola, ma non è vero. Una grande gioia, una felicità che ci siamo raccontati l’un l’altro così, con un applauso. Per un attimo anche il Coach non mi è parso arcigno come al solito, e la sua bocca si è allargata, non per dirci come vanno cantate le “E” e le “I”, ma in un sorriso. Ma com’è bello cantare insieme!

3 thoughts on “Applausi”

  1. E un giorno riuscirò ad ascoltarti! Sempre a quel famoso matrimonio, dopo avermi accompagnato all’altare e consegnato al legittimo consorte, canterai, nevvero?🙂

  2. Oh, DieMme, ma io non sono mica bravo, eh!Io canto perchè, come si dice qui da noi, “mi garba”.Comunque,per una Sorella….tanto rimane in famiglia, no?

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