Potter dei Soffiatromba

So già che non è adatta, la mia bottiglia di vino rosso, a dire tutto quello che vorrei dire, a portare tutto quello che vorrei portare, ma la richiesta era “non portare nulla”…. beh, una bottiglia, mi perdoneranno.
Mia figlia Giulia non è potuta venire con me, anche se le sarebbe piaciuto. Un altro impegno, anche questo importante, e io sono da solo in macchina, adesso, nell’ultima sera con l’ora legale, in questa luce che si dirada in ombra, in buio, in notte, mentre affronto la salita della Consuma, verso il bosco di Vallombrosa, bosco di mistero e di meraviglie, che come uno scrigno si apre, piano, nel percorso della strada bianca, ultima deviazione prima del passo, sinuosa galleria di alti alberi, di foglie dorate, di vita che si prepara all’attesa dell’inverno senza fermarsi, senza finire, nel cambio continuo delle stagioni e dei doni, nel cadere delle foglie e nel crescere di nuova vita, nel saper aspettare e nel voler vivere. Come nelle migliori fiabe, una luce nella notte mi appare, sempre piu’ vicina, quando mi stavo chiedendo se per caso non avessi sbagliato strada, e mi dà il benvenuto, sono arrivato a casa dei miei amici, i “Potter” i vasai, i ceramisti abilissimi, Sandra e Stefano, e i loro due bellissimi figli, Lapo ed Emma, belli e chiari come un mattino di sole.
Non so ancora chi ci sarà dei Soffiatromba di Firenze e Prato – la “famiglia” di appassionati tolkieniani ormai purtroppo in disarmo, non so chi avrà risposto, chi sentirà la nostalgia. Rex, un pilastro della famiglia, è a Malaga a fingere di studiare, altri via via ci hanno abbandonati, noi, allegra banda, sempre amici, noi….
Parcheggio accanto alla macchina dei Potter, e attraverso l’aia fino alla porta di casa, picchio, e subito la porta si apre, e mi trovo nell’abbraccio di Stefano e di Lapo, e ecco anche Emma, bellissima. La Sandra la trovo in casa, invece, intenta a infornare focaccine e pizzette, e il suo è un abbraccio un po’ infarinato, ma l’affetto è sempre quello. Tardi ci siamo conosciuti, coi Potter, e forse troppo presto è finita la nostra stagione, o forse no, giusto in tempo per sentire la loro mancanza, quando non siamo insieme. In fondo sentiamo la loro casa nel bosco di Vallombrosa un po’ come la nostra casa, un po’ come se fossero loro i nostri genitori (ebbene, anche per me, perche’ no, che sono piu’ vecchio di loro) , loro, che non ci hanno mai fatto mancare il loro affetto e la loro attenzione.


Dopo di me arrivano anche Fritz e la Isi, e poi Ered con una amica. Nella casa dei Potter c’e’ sempre posto per tutti gli amici.
Come si fa a raccontare l’allegria, gli scherzi, i ricordi, i racconti dei viaggi di Ered, le delizie della cucina della Sandra, la tranquilla ospitalità di Stefano, la dolcezza dei ragazzi?


Come non scoprire in un abbraccio con Fritz quanto ci siamo mancati, e quanto ci vogliamo bene? E nel nuovo look della Isi, quanto siamo cambiati, nel frattempo?
La casa è come i nostri ospiti, calda e affettuosa, della pazienza di chi raccoglie, osserva, ricorda, è il miglior posto dove trovarci, il peggiore per salutarci.
Alla fine non riesco a salutare nessuno come vorrei, come sarebbe da fare, con un abbraccio forte che riesca a durare per tutto il tempo della separazione, che mantenga vivo il ricordo, che attizzi il desiderio di un nuovo incontro. La notte ci inghiottisce di nuovo, nelle strade del bosco di Vallombrosa, e sono le tre del mattino, e non è freddo.
Ho promesso che avrei ricordato. Ecco, amici, quello che volevo scrivere non l’ho scritto, perchè non lo so fare. Lascio qui il ricordo di una lunga, tiepida notte, nel bosco di Vallombrosa, chiedendo a voi di riempire i vuoti tra le mie parole scarse, povere, inadatte.
A voi Potter, casa e famiglia della famiglia dei Soffiatromba.

5 thoughts on “Potter dei Soffiatromba”

  1. E’ stata davvero una bella serata, e la casa Potter è il luogo che ho sempre sperato di trovare per i Soffiatromba. Tutti intorno al tavolo, in un ambiente così accogliente, e le chiacchiere, i riassunti di quello che si è fatto nell’ultimo anno… spero che si riesca a rivedersi presto, o almeno non aspettiamo un altro anno.

  2. Vorrei ringraziarvi tutti di aver raccolto un invito per un posto non propriamente dietro l’uscio..Per noi è stata una bella serata e un piacere avervi come ospiti, anche i bambini hanno preferito i nostri discorsi persino alla TV!Anch’io come Fabio ho la sensazione di non aver detto tutto quello che avrei voluto, ma purtroppo non so scrivere come tornisco.Bisogna ripetere, magari per il periodo natalizio, la foresta con la neve è proprio uno spettacolo..Sandra

  3. Ma la famiglia Soffiatromba è libera e aperta. Basta dire “Eccomi” che già ci sei. Certo che tra te e quel tal Signore che ti accompagna la Famiglia troverebbe certo lustro!Comunque, provare per credere. (e i Potter sono davvero persone fantastiche)

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